Tre mozambicani e un angolano tra i dodici progetti selezionati in concorso.
Il Festival del film di
Locarno, cittadina della Svizzera ticinese affacciata sulle sponde del lago
Maggiore, è ormai un appuntamento tradizionale estivo per i cinefili. Giunto
alla 67/ma edizione - quest’anno in programma dal 6 al 16 agosto - si snoda come di consueto in diverse
sezioni e riserva numerosi riconoscimenti, oltre all’ambitissimo Pardo d’oro
che ne è diventato anche il simbolo. Il diario portoghese ha focalizzato la sua
attenzione su “Open Doors”, il laboratorio di coproduzione del Festival del
film Locarno istituito 12 anni or sono - col sostegno della Direzione dello
sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale svizzero degli
affari esteri - allo scopo di appoggiare finanziariamente e lanciare i registi
di una regione del Sud e dell’Est del mondo, il cui cinema indipendente è
fragile.
Questa 12/ma edizione
dal titolo “Open Doors 2014: un altro lato dell'Africa” (9-12 agosto), è
dedicata alle regioni anglofone e lusofone dell’Africa subsahariana. Ci offre
così lo spunto per occuparci di due ex colonie portoghesi di cui si parla poco:
tra i 12 progetti selezionati ne troviamo infatti ben tre realizzati da cineasti
provenienti dal Mozambico e uno dall'Angola. Sono: Aleluia di Zézé Gamboa (Angola), Heart and Fire di Sol de Carvalho (Mozambico), Kula: A Memory in Three Acts di Inadelso Cossa (Mozambico), The Train of Salt and Sugar di Licinio
de Azevedo (Mozambico/Portogallo).
Andiamo a conoscerli
meglio.


