sabato 11 ottobre 2014

Invito: presentazione di "Fernando Pessoa: sul Portogallo" a cura di Vincenzo Russo



La casa editrice Diabasis è lieta di invitare la S. V. alla presentazione dei libro
 
Fernando Pessoa:
Sul Portogallo

 
martedì 14 ottobre 2014, ore 18.00
presso Libreria Coop Statale,
via Festa del Perdono 12, Milano

Relatori:
Vincenzo Russo,
curatore del volume e docente di Letteratura portoghese e brasiliana
Davide Bigalli, docente di Storia della Filosofia, UNIMI

Per informazioni:

DIABASIS
vicolo del Vescovado 12 - 43121- Parma

tel. 0521/207547  
info@diabasis.it 
www.diabasis.it

Libreria COOP Statale:
Via Festa del Perdono, 12 - 20122
tel. 02.58307076 - fax 0258315027
libreria.statale@librerie.coop.it 

giovedì 2 ottobre 2014

Il giaguaro del Rio Cuiabá -Mato Grosso- nello scatto del brasiliano Zig Koch in mostra a Milano



Le 100 foto premiate al “Wildlife photographer of the year 2013” al Museo Minguzzi fino al 26 ottobre


«Sin dall'alba avevo seguito a bordo della barca sul Rio Cuiabá, nello stato del Mato Grosso, le tracce di una femmina di giaguaro. Poco più avanti notai un capibara sulla riva sabbiosa. Feci appena in tempo a posizionare la fotocamera che il giaguaro saltò fuori dal sottobosco.  Nello stesso momento, il capibara la vide e corse per il fiume. Entrambi gli animali sono nuotatori competenti, ma in questa occasione il capibara aveva un vantaggio iniziale che gli permise di fuggire salvandosi». Questa didascalia spiega la storia che sta dietro lo scatto di “Race for life”, l’immagine con cui il brasiliano Zig Koch si è meritato un encomio al prestigioso concorso di fotografia naturalistica “Wildlife photographer of the year 2013”, indetto dal Natural History Museum di Londra con il Bbc Wildlife Magazine. 

Le 100 immagini premiate alla 49esima edizione del concorso, cui hanno aderito 43.000 partecipanti, sono arrivate in Italia grazie all’esclusiva concessa dal Museo londinese alla PAS EVENTS di Torino e resteranno esposte -come ormai tradizione da alcuni anni- al Museo Minguzzi di Milano (via Palermo, 11) fino al 26 ottobre prossimo. Il diario portoghese era andato a visitare la Mostra già nella scorsa edizione restando colpito dallo scatto di un altro fotografo brasiliano, Luciano Candisani, premiato per i ritratti dei caimani. Anche quest’anno non ha mancato l’appuntamento e ha potuto così fare conoscenza con la maestria fotografica di Zig Koch, premiato nella sezione “Mammiferi” - comportamento animale nel loro ambiente - per l’immagine sopra descritta. Come accaduto per Candisani, anche nei confronti di Koch è sorta spontanea la curiosità di saperne di più, di conoscere la sua storia. Ne abbiamo ricostruito un breve ritratto, basandoci in parte sul suo sito ufficiale in parte su quello del Natural History Museum di Londra e che volentieri proponiamo ai nostri lettori. 

Ricardo Koch Cavalcanti è nato a Cutiba, capitale del Paraná, il 28 dicembre 1958. Il suo interesse per la fotografia è iniziato fin da adolescente quando ha cominciato a farsi coinvolgere dal problema della conservazione ambientale del Brasile. Architetto di formazione, si è laureato all’Universidade Católica do Paraná nel 1982 e ha lavorato per quattro anni nella pianificazione urbana. Nel 1986 ha deciso di unire le sue due più grandi passioni, l’ambiente e la fotografia che praticava da 16 anni e ha cominciato a firmare i suoi lavori col soprannome che aveva da bambino, “Zig”. Focalizzando la sua attività nel fotografare la natura, le comunità tradizionali e gli ecosistemi, Koch ha viaggiato ai quattro angoli del suo Paese ed in altri continenti per conto delle maggiori riviste brasiliane. Il suo archivio fotografico vanta oltre 150mila immagini di flora, fauna e aree protette. Alcune sue fotografie fanno parte dell’esposizione permanente del MASP (Museu de Arte de São Paulo) attraverso la Collezione Pirelli (edizione 17 del 2009.

Grazie alla sua quasi trentennale carriera Koch è ormai riconosciuto come uno dei maggiori fotografi naturalisti non solo del Brasile, ma a livello mondiale grazie anche ai numerosi premi ricevuti, culminati nel “Nikon International Awards” del 2008. In precedenza era stato scelto come personaggio della campagna “Bicho do Paraná” nel 1988 e nel 2000 il MIS (Museu da Imagem e do Som do Paraná) gli aveva dedicato un quaderno monografico intitolato “Zig Koch – Fotógrafo” per il suo importante contributo ai progetti culturali e educativi. Oltre a tenere lezioni e corsi di educazione ambientale e di fotografia naturalistica nelle Università, Koch lavora con organizzazioni non governative brasiliane e internazionali legate alla protezione ambientale tra cui: SOS Mata Atlântica, Biodiversitas, SPVS (Sociedade de Pesquisa em Vida Selvagem e Educação Ambiental) di Curitiba (Paraná), Fundação O Boticário de Proteção à Natureza, Ecotrópica e Biodiversitas. Collabora anche con TNC (The Nature Conservancy) e WWF. 

Ci piace chiudere questa presentazione con le parole dello stesso fotografo. Sollecitato dal Natural History Museum di Londra a dare un suggerimento ai suoi colleghi brasiliani che aspirano a diventare fotografi naturalisti, Zig Kokh ha dichiarato: «Creio que os principais fatores para se tornar um bom fotógrafo de natureza são: amar a natureza, estudar as relações de equilíbrio que existe na natureza e ter muito respeito pelo objeto de suas fotos, sejam paisagens, plantas ou animais».

venerdì 19 settembre 2014

Laerte Coutinho: la transgender che ha contribuito alla storia del fumetto brasiliano



Uscita allo scoperto a 60 anni, si mimetizzava nel suo personaggio Hugo-Muriel 


Nato nel 1951 a São Paulo, Laerte Coutinho è tra i protagonisti della storia del fumetto brasiliano, ma costituisce un punto di riferimento anche in Portogallo grazie soprattutto ad una striscia della saga “Piratas do Tietê" in cui Fernando Pessoa figura come personaggio. Laerte non è di casa nel resto d’Europa e frequenta poco persino il Portogallo, a dispetto della fama che vi riscuote. C’era andato alla fine del secolo scorso su invito dell’editore Devir. Ci è ritornato di recente, partecipando al Festival Internacional de Banda Desenhada svoltosi a Beja, nell’Alentejo. Della sua rara presenza ha approfittato il quotidiano on line Público che gli ha dedicato un lungo articolo-ritratto, firmato da Isabel Coutinho, curiosa omonimia. 

La giornalista è rimasta folgorata dall’incontro, che certamente avrà appassionato il pubblico dei lettori portoghesi, ma non solo. Quel lungo racconto-intervista ha catturato l’attenzione di Internazionale, il settimanale italiano che seleziona il fior fiore degli articoli apparsi sui media mondiali, decidendo quali tradurre per offrirli ai suoi lettori. Chi avesse sfogliato il numero 1066 di Internazionale uscito il 29 agosto u.s., sarebbe rimasto certamente colpito dalle quattro pagine della rubrica “Ritratti” dedicate a Laerte. Anche noi del Diario portoghese ci siamo incuriositi e siamo quindi lieti di offrirne un assaggio, a nostra volta, a chi segue il Blog.

Partiamo dalla densa biografia di Laerte, oggi 63enne. Nel 1970 comincia a disegnare per la rivista Sibila. Nel 1973 Si iscrive al Partito Comunista. Nel 1991 pubblica le prime strisce sulla Folha de São Paulo. Nel 2004 comincia a vestirsi da donna. Nel 2005 uno dei suoi tre figli, Diogo, muore in un incidente stradale. Nel 2010 rivela la sua identità transgender in un’intervista. Nel 2012 Fonda l’Associação brasileira de transgéneros. Già questi pochi dati la dicono lunga sul temperamento di Laerte e fanno scaturire qualche interrogativo, cui cerchiamo di rispondere: quando Laerte viene al mondo è un bel maschietto, come testimonia il nome che gli viene dato. Vive e cresce in quei panni e, a dispetto di  esperienze anche omosessuali, colleziona ben tre matrimoni etero da cui nascono tre figli. Tutto così semplice come sembrerebbe? Non proprio.

giovedì 11 settembre 2014

Saramago: il suo ultimo regalo, o romance inacabado “Alabarde alabarde”


Edito in Italia da Feltrinelli, comprende un’interessante postfazione di Roberto Saviano

«Para mim a morte, neste momento, é a diferença entre ter estado e não estar». Nel bellissimo docufilm di Miguel Gonçalves Mendes “José e Pilar”, quasi un testamento di Saramago, il premio Nobel portoghese si lasciava sfuggire questa affermazione riflettendo sulla morte che avvertiva come imminente. Ci avrebbe infatti lasciati solo pochissimi anni dopo la realizzazione del documentario (girato tra il 2006 e il 2008) spegnendosi nel giugno 2010 proprio a Lanzarote, teatro delle riprese. José Saramago oggi non c’è più, tuttavia non solo continua a vivere tramite la forza che la sua vasta opera emana, ma regala al suo pubblico anche un’ultima sorpresa.


Si tratta di un romanzo incompleto, una manciata di capitoli scritti prima che la morte lo cogliesse. Feltrinelli ha quindi dovuto rimpolparlo, arricchendolo sia con la prefazione del poeta e saggista Fernando Gómez Aguilera, sia con la postfazione di Roberto Saviano. Stiamo parlando di Alabarde alabarde, apparso nelle librerie italiane il 24 agosto u.s. per la traduzione di Rita Desti, mentre all’estero uscirà nel prossimo ottobre. Nell’intenzione dell’autore voleva essere un libro pacifista, a dispetto del titolo guerrafondaio mutuato dai versi della tragicommedia Exortação da Guerra del poeta portoghese Gil Vicente che fu rappresentata per la prima volta al re Manoel nel 1513 a Lisbona. Saramago critica infatti l’incitamento alla guerra per la conquista dell'Africa contenuto nell’opera di Vicente e, per farlo, ricorre magistralmente alla costruzione di una trama di stringente attualità.

sabato 6 settembre 2014

Architettura: il Mart di Rovereto rende omaggio al portoghese Álvaro Siza


L’81/enne protagonista della rinascita sociale post-Franco, si sente più apprezzato all’estero che in  Patria


Álvaro Joaquim de Melo Siza Vieira, meglio conosciuto come Álvaro Siza, è un archistar di fama mondiale e costituisce indiscutibilmente un fiore all’occhiello per il suo Portogallo, dal quale però non si sente particolarmente compreso. Insignito di un fittissimo elenco di riconoscimenti internazionali tra cui il Pritzker Prize (il Nobel dell’architettura) del 1992 e il Leone d’Oro alla Carriera in occasione della 13ª Biennale di architettura di Venezia (2012), Siza è stato recentemente al centro di una polemica rimbalzata sui media portoghesi, sorta intorno all’ipotesi -ventilata dall'architetto stesso- di donare la sua collezione al Canadian Centre for Architecture (CCA) di Montreal. 

A 81 anni di età suonati (è nato a Matosinhos il 25 giugno 1933) la sua preoccupazione è comprensibilmente quella di assicurarsi le migliori condizioni per salvaguardare le testimonianze del suo lavoro. Ciò l’ha spinto a cercare una soluzione anche oltreconfine, complice la delusione per lo stato di degrado in cui versano alcuni edifici da lui progettati in patria, come il Padiglione del Portogallo a Lisbona. Il prestigioso CCA canadese, che accoglie importanti archivi e collezioni delle grandi figure dell'architettura mondiale, da tempo lo corteggiava assicurandogli che avrebbe gestito il suo archivio- comprendente disegni, modelli, fotografie e altri documenti- rendendolo pubblico. 

Padiglione portoghese Expo '98
L'Ibere Camargo Museum di Porto Alegre