domenica 26 ottobre 2014

Gioco di specchi: II convegno AISPEB a Pisa (29-31 ottobre 2014)



II Convegno AISPEB
Pisa, Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica
29, 30, 31 ottobre 2014

Giochi di specchi
Modelli, tradizioni, contaminazioni e dinamiche interculturali nei/tra i paesi di lingua portoghese.

La cultura di espressione portoghese può essere intesa, per molti aspetti, come il frutto di un crocevia di influenze, in cui il dialogo e la contaminazione con altri sistemi ha permesso la rifunzionalizzazione, la reinterpretazione e, spesso, il ribaltamento dei modelli. Anche all’interno del mondo di lingua portoghese le reciproche influenze hanno generato fenomeni interessanti a livello letterario e linguistico.

Il Convegno si pone come obiettivo quello di offrire studi di caso sulla circolazione di uomini, idee, libri, metodologie, modelli, ecc., sia all’interno dei paesi di lingua portoghese disseminati sui cinque continenti, sia tra i paesi di lingua portoghese e il resto del mondo: vuole, insomma, tratteggiare a grandi linee alcune mappe di peregrinazioni letterarie e linguistiche e i frutti di tali peregrinazioni nel tempo e nello spazio.
 
Una sessione verrà dedicata alla presentazione di ricerche in corso, pensata principalmente per studenti magistrali, dottorandi e assegnisti.

1. Influenze allogene nella(e) letteratura(e)/cultura(e) d’espressione portoghese
2. Reciproche influenze nelle letterature/culture d’espressione portoghese
3. Dinamiche e politiche linguistiche a confronto: la realtà policentrica del portoghese
– Modelli e antimodelli letterari, linguistici, culturali, politici
– Linguistica storica, sincronica
– Studi interculturali
– Traduzione





*********
II Colóquio AISPEB
Pisa, Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica
29, 30 e 31 de Outubro de 2014

Jogos de espelhos
Modelos, tradições, contaminações e dinâmicas interculturais nos/entre os Países de Língua Portuguesa.

A cultura de expressão portuguesa pode ser entendida, sob muitos aspectos, como o fruto de um cruzamento de influências, em que o diálogo e a contaminação com outros sistemas permitiu a refuncionalização, a reinterpretação e, amiúde, a subversão dos modelos. Também dentro do mundo de língua portuguesa as recíprocas influências têm gerado interessantes fenómenos, ao nível literário e linguístico.

O Colóquio tem por objectivo proporcionar estudos sobre a circulação de homens, ideias, livros, métodos, modelos, etc., dentro das fronteiras dos países de língua portuguesa espalhados pelos cinco continentes, bem como entre esses países e o resto do mundo: visa, pois, delinear, em grandes linhas, alguns mapas de peregrinações literárias e linguísticas e os frutos dessas peregrinações, no espaço e no tempo. Uma secção será dedicada às investigações em curso, principalmente pensada para os estudantes de Mestrado, Doutoramento ou Pós-Doutoramento.

1. Influências alógenas na(s) literatura(s)/língua(s)/cultura(s) de língua portuguesa
2. Recíprocas influências na(s) literatura(s)/cultura(s) de língua portuguesa
3. Dinâmicas e políticas linguísticas em comparação: a realidade policêntrica do português
– Modelos, anti-modelos literários, linguísticos, culturais, políticos
– Linguística histórica, sincrónica
– Estudos interculturais
– Tradução

 



lunedì 20 ottobre 2014

Gilberto Gil: arriva in Italia con "SOLO TOUR 2014” - debutta a Roma il 24 ottobre



Seguono altri 4 concerti a Fabriano, Cesena, Trieste e Padova 


  
Nello scorso mese di aprile annunciavamo emozionati sul nostro Blog le tappe italiane del tour di Caetano Veloso. Con altrettanta gioia festeggiamo ora l'imminente arrivo di un altro mito della musica brasiliana, nonché amico fraterno di Caetano e bahiano come lui: Gilberto Gil. Cinque le città italiane che ospiteranno i suoi concerti, al centro di una tournée portata a spasso per il mondo sotto il titolo "Solo Tour 2014": sarà a Roma all'Auditorium della Conciliazione il 24 ottobre, il 26 a Fabriano nell’ambito della rassegna "Fabriano Musica", l’8 al Teatro Verdi di Cesena per la rassegna "Acieloaperto", l'1 novembre al Teatro Rossetti di Trieste e infine il 6 novembre al Gran Teatro Geox di Padova.

Se il concerto di Veloso faceva seguito alla pubblicazione dell’album “Abraçaço” da cui prendeva anche il nome, quello di Gil segue l’uscita dell’album “Gilbertos Sambas” avvenuta nel maggio 2014 con cui l’artista ha voluto rendere omaggio al suo “maestro” João Gilberto in modo minimalista e struggente, impreziosito dalla presenza del figlio Bem e di Moreno e Veloso, figlio di Caetano. Il sodalizio tra i due cofondatori del movimento musical-culturale tropicalista viene ribadito anche sulle note di copertina dell'album in cui Caetano scrive: «Ascoltare Gil che suona João significa entrare in contatto con l’avventura stessa della nostra musica e della nostra vita».

Cosa dire di Gilberto Gil che non sia ancora stato detto e che i nostri lettori già non sappiano? Quasi impossibile. Limitiamoci quindi a pescare, fior da fiore, alcuni momenti della sua lunghissima storia dal suo sito ufficiale. Nella scena da 49 anni, Gil ha un ruolo chiave nel processo di modernizzazione della musica popolare brasiliana, mai disgiunto dall’impegno sociale e politico, abbracciando nella sua opera di cantautore temi di scottante attualità che gli costano durante la dittatura prima l’incarcerazione, poi l’esilio a Londra assieme a Veloso. La forzosa assenza interrompe la popolarità acquisita nel suo Paese, costruita a partire dal ’64 e rafforzata un anno dopo grazie al suo trasferimento da Salvador de Bahia a São Paulo, culminando con l'incisione del suo primo album “Louvação”. Tuttavia, quando nel 1972 torna in Brasile già famoso in Europa dove ha inciso dischi in cui ha inserito anche un po’ del “beat” nel frattempo imparato, ecco che ritrova le sue radici “samba”.


A quel punto i giochi sono fatti e per Gil, come per altri cantautori brasiliani che gli sono affini, inizia un’escalation di successi locali e mondiali. Basti pensare che la sua carriera musicale vanta otto Grammy Award e una vendita complessiva di oltre cinque milioni di copie per i suoi 57 album. Parallelamente, il suo mai sopito impegno sociale trova riconoscimento nel “Premio Unesco artisti per la pace” che gli viene assegnato nel 1999. Ma non basta: il presidente Lula da Silva nel 2003 lo nomina Ministro della Cultura, ruolo che Gil svolge fino al 2008 quando decide di lasciare l’incarico perché lo distoglie troppo dalla sua amata musica.

Nello stesso anno pubblica l’album “Banda larga Cordel” confermando il suo coinvolgimento irreversibile con le nuove regole dell'universo “bits and bytes”, tema che lo affascina da una trentina d’anni. Per chiudere questo brevissimo ritratto di un artista davvero unico nel suo genere e pregustando il suo prossimo arrivo in Italia, citiamo quanto ha scritto il critico americano del New Yorl Times Jon Pareles dopo aver assistito per la prima volta all'esibizione di un suo “solo-show”: «Gilberto Gil solo sul palco alla Carnegie Hall sembrava che avesse una band fantasma nella sua voce e nelle sue dita”.

Il miracolo, vogliamo scommetterci, si ripeterà.

mercoledì 15 ottobre 2014

"Concerning violence" di Göran Hugo Olsson, documentario ispirato a Frantz Fanon

Dopo il successo di The Black Power Mixtape 1967-1975, sui movimenti per i diritti civili degli afro-americani, il regista svedese ritorna con una retrospettiva sui movimenti di indipendenza africani.
 
 
Realizzato da Göran Hugo Olsson e ispirato all' opera di Franz Fanon "Les damnés de la terre", il film "Concerning Violence" è un documentario che vive di immagini d'archivio girate in Africa tra il 1966 e il 1984, immagini che rievocano il colonialismo e i suoi effetti devastatori. Il documentario si apre con una prefazione che Olsson affida alla filosofa statunitense di origini bengalesi, Gayatri Chakravorty Spivak, che dal suo studio della Columbia University, introduce la figura di Frantz Fanon e del suo libro, uscito nel 1961 a pochi giorni dalla sua morte e diventato in breve il manifesto della lotta anticoloniale,  I dannati della terra. Dopo questa introduzione, una voce fuori campo inizia a introdurre il primo capitolo del saggio di Fanon,  Della violenza,  mentre le prime immagini propongono un lustrascarpe e dei militari: “il colonialismo non è una macchina pensante, non è un corpo dotato di ragione. È la violenza allo stato di natura e non può piegarsi se non davanti a una violenza ancora maggiore”. Nei nove capitoli nei quali è organizzato il documentario si alternano immagini di diverso genere che servono a sostenere la riflessione di Fanon sul ruolo di classe, di razza, di violenza all’interno delle diverse lotte indipendentiste. Esplorando i momenti chiave delle lotte di liberazione – Angola, Mozambico, Tanzania - così come i meccanismi di decolonizzazione iniziati 50 anni fa, il documentario apporta un nuovo chiarimento sulle forme contemporanee di neocolonialismo e sulle violenze che esso genera.