mercoledì 10 giugno 2015

Sebastião Salgado: torna a stregare col reportage sul caffè “profumo di sogno”

Tutti gli scatti raccolti in un libro, una ricca selezione in mostra a Venezia e a Expo2015     


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Non beve caffè, ma lo conosce fin dall’infanzia sia perché nato nel Paese leader mondiale della produzione di questa pianta aromatica, sia perché suo padre trasportava il raccolto da Aimorés, la località all’interno del Minas Gerais dove la famiglia Salgado viveva, verso i porti lungo la costa. Già da bambino ha quindi potuto osservare la vita dei coltivatori e, nel suo periodo da economista dopo la laurea, ha lavorato all’International Coffee Organization. Non deve dunque sorprendere che Sebastião Salgado torni ora  a far parlare di sé per un imponente lavoro, frutto di viaggi avvenuti tra il 2002 e il 2014 nei dieci maggiori Paesi produttori di caffè al mondo, con cui ha raccontato l’intero processo che intercorre “dalla terra alla tazzina”. Il reportage completo, che conta circa 150 fotografie, è stato raccolto  nel volume intitolato “Profumo di sogno” edito da Contrasto.

A chi avesse ancora impresso negli occhi il ricordo della mostra “Genesi”, quella che spinse il regista Wim Wenders a seguire il fotografo brasiliano con la cinepresa per immortalarlo nel docufilm “Il sale della Terra”, farà piacere l’idea di poter ammirare una selezione di 75 significativi scatti di “Profumo di sogno” nell’omonima mostra promossa da Illycaffè e allestita presso la Fondazione Bevilacqua La Masa in Piazza San Marco a Venezia, che resterà aperta fino al 27 settembre 2015. Non meno allettante la possibilità di gustare una serie di ingrandimenti realizzati da Salgado appositamente per EXPO 2015 presso il “Cluster” (uno spazio comune a più Paesi accomunati dalla produzione di un prodotto alimentare specifico), precisamente il “Cluster del Caffè”, curato dall’azienda Illy all’interno dell’esposizione mondiale in corso a Milano fino a fine ottobre p.v.

A proposito del viaggio compiuto dal grande fotografo, va detto che nell’arco complessivo di dodici anni ha attraversato le piantagioni di India, Indonesia, Etiopia, Guatemala, Colombia, Cina, Costa Rica, El Salvador e Tanzania, ma come tappa iniziale ha scelto proprio il Brasile, partendo cioè dalle sue stesse origini. Qui si è mosso dalla Zona da Mata e Patrocínio, nello stato di Minas Gerais, fino alla Nova Zona Venda do Imigrante nello stato di Espírito Santo. Denominatore comune della lunga ricerca, raccontare per immagini -rigorosamente in bianco e nero- lo scorrere della vita quotidiana nelle piantagioni e la bellezza dei territori in cui il prezioso chicco nasce, viene coltivato e poi raccolto. 

Come già avvenuto nelle sue innumerevoli esperienze precedenti, Salgado non ha fissato l’obiettivo solo sulla terra e i suoi prodotti, sempre attento alla salvaguardia del pianeta in un’ottica di sviluppo sostenibile, ma ha indugiato a lungo sulla condizione delle persone che di quel lavoro vivono riuscendo a coglierne la dignità. Ed ecco come lui stesso ha descritto i coltivatori in un’intervista all’emittente radiofonica internazionale RFI: «Essas pessoas que eu fotografei trabalham 12 horas por dia, das seis da manhã às seis da noite, a maioria sem seguro social, educação para os filhos ou casa».

Non meno efficace quest’altra impressione di Salgado, una sorta di consuntivo al termine del viaggio, riportata sul sito dell’editore Contrasto: «Forse quel che mi ha colpito di più sono state le analogie nelle vite dei coltivatori di caffè, pur separati da oceani e continenti. Solo in pochi luoghi le macchine hanno sostituito alcune fasi del processo di lavorazione, ma la maggior parte dei produttori sono piccoli agricoltori che raccolgono a mano le ciliegie del caffè, con mogli e figli che li aiutano a essiccarle, e le trasportano sui muli fin dai loro compratori. E non mi è difficile immaginare un coltivatore di caffè della valle del Lijiang, nella provincia cinese dello Yunnan, adattarsi facilmente a lavorare nella Valle Todos los Reyes in Costa Rica».

Quanto alla sua partecipazione a Expo che nel 2015 è dedicato a “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, un tema in gran sintonia con la visione del mondo portata avanti dal fotografo brasiliano, Salgado ha detto di considerarla un’opportunità per affrontare la dissonanza esistente tra le condizioni di vita dei produttori e le politiche di vendita del caffè nel mondo. «Uma grande parte da alimentação do planeta -ha dichiarato a RFI- vem dos países pobres, e as matérias-primas não são pagas pelo seu verdadeiro preço. E tudo isso é transferido para as nações ricas que consomem os produtos. Então, a grande esperança que eu tenho- ha concluso- é que esse debate possa começar aqui nesse evento». 

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