giovedì 7 gennaio 2016

Porto Editora: per i portoghesi è refugiado la “palavra do ano” 2015

Scelta dal 31% su 20mila partecipanti al sondaggio giunto alla settima edizione



Refugiado. Non stupisce che sia questa la parola scelta dai portoghesi come “palavra do ano” per il 2015. Non parliamo dell’intera popolazione portoghese, chiaro, bensì di quei 20mila che hanno partecipato all’ormai tradizionale sondaggio on line promosso da Porto Editora con l’intento di stabilire una graduatoria tra i vocaboli circolati maggiormente in rete nel corso dell’anno. I risultati sono stati annunciati durante una cerimonia svoltasi il 4 gennaio u.s. nella Biblioteca Municipal José Saramago a Loures, nel distretto di Lisbona. Refugiado ha registrato il consenso del 31% dei votanti, seguito da terrorismo col 17% mentre al terzo posto si è posizionato acolhimento col 16%. Decisamente distaccate le altre parole in lizza, composte da una rosa di dieci.  Esquerda è la quarta con l’8%, poi drone col 7%, plafonamento col 6%, bastão  de selfie col 5%, festivaleiro col 4%, infine superalimento col 3% a pari merito con privatização.

Come sempre i dieci vocaboli candidati vengono selezionati tramite un costante monitoraggio svolto da Porto Editora lungo l’arco dell’anno sui media, sulle reti sociali oltre che nei suoi vocabolari. Si tratta -come già specificato dal nostro Blog sui post relativi alle edizioni 2013 e 2014 - della maggior casa editrice portoghese, ben nota a chiunque studi o pratichi la lingua grazie al ventaglio di offerte educative proposte anche nel settore digitale, a partire dal celeberrimo dizionario Infopédia. Giunta ormai alla sua settima edizione, l’iniziativa ben si attaglia con l’identikit di Porto Editora, la quale dichiara di avere come principale obiettivo «sublinhar a riqueza lexical e o dinamismo criativo da língua portuguesa, património vivo e precioso de todos os que nela se expressam, acentuando, assim, a importância das palavras e dos seus significados na produção individual e social dos sentidos com que vamos interpretando e construindo a própria vida».

Non a caso, a ciascuna “palavra” selezionata per il sondaggio, Porto Editora affianca un’esauriente spiegazione sul perché della scelta e illustra il significato stesso della parola. Soffermiamoci almeno sulla prima classificata, così da avere un esempio concreto, attingendo direttamente dal sito ufficiale.

Refugiado. «O incremento de conflitos armados e a rápida desestruturação social nos países do Médio Oriente, particularmente na Síria, originou um êxodo massivo de pessoas que, deixando tudo para trás, na esperança de encontrarem um futuro melhor na Europa, arriscam a vida em processos migratórios altamente perigosos, e que muitas vezes têm um final trágico». E ancora: «re.fu.gi.a.do [rəfu'ʒjadu] adjetivo, nome masculino 1. que ou pessoa que se refugiou ou abrigou 2. que ou pessoa que abandonou o seu país para escapar a guerra, fome, condenação, perseguição, etc. e que encontrou refúgio noutro país. Particípio passado de refugiar». 

Spulciando tra i media portoghesi colpisce l’interesse destato dal sondaggio, come emerge dai commenti, non esenti tuttavia da osservazioni critiche. Il lettore di un giornale on line scrive «Que pena não haver votação para “inconseguimento”». Concorde con l’atteggiamento di delusione per quello che ritiene un mancato o un limitato accoglimento, quest’altro commento: «é a falta de palavra que devia de ser mais votada?» Palesemente contrario, invece, a ospitare i rifugiati si dichiara un altro lettore che così si esprime: «Refugiados? Diga antes migrantes ilegais». Del resto, tutto il mondo è Paese. Anche in Portogallo, come a casa nostra, si fronteggiano opposte posizioni al riguardo.

Il 13 settembre u.s. nell’ambito del “Dia Europeu de Ação aos Refugiados”, alla grande manifestazione di Lisbona confluita in Praça Marquês de Pombal dopo aver percorso Avenida da Liberdade fino al Terreiro do Paço, cercò di opporsi una contro manifestazione organizzata dal Partido Nacional Renovador tanto che la Polizia dovette separare i due gruppi. A scontri fortunatamente evitati, della giornata resta vivo il ricordo di quel migliaio di cittadini autoconvocatisi tramite reti sociali sotto il nome di “Movimento de cidadãos” che sfilavano esibendo eloquenti cartelli con scritte come “bem-vindos refugiados” e “fronteiras não, somos todos irmãos”.


Per saperne di più: http://www.palavradoano.pt

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